Siamo tutti tassisti

Nel periodo natalizio, una delle più tipiche strategie di marketing consiste nel puntare su quel che rimane dello spirito infantile nell’adulto.
In questo modo la nostalgia della fanciullezza, i riti tradizionali, la nostalgia dei  bei vecchi tempi diventano il pretesto per rifilare saponette aromatizzate al cacao guatemalteco anche a chi non si lava da 11 mesi.

La realtà, però, anche in questo caso stride con il senso comune:  nessun bambino, c’è un piccolo tassista in ognuno di noi.

 

Ma non un tassista qualunque, IL tassista per eccellenza, quello descritto da George Burns in un celebre aforisma:

“E’ davvero un peccato che tutte le persone che sanno come governare il Paese siano occupate a guidare un taxi”.

Burns è stato un precursore: ha descritto perfettamente tanto l’imbecille 2.0 (descritto ieri, per chi se lo fosse perso), quanto il cosiddetto leone da tastiera, e tanti, tanti altri fantastici animali che popolano questo zoo variopinto che è il web.
Tutto questo, senza averli mai potuti osservare direttamente, essendo morto nel 1996.

Oggi più che mai siamo tutti allenatori, ministri dell’economia, esperti di cronaca politica.
Ed ecco che i discorsi di fine anno del Presidente della Repubblica, ed evidentemente anche i Presidenti, come per miracolo si moltiplicano.

Insomma, siamo tutti tassisti.
Qualcuno addirittura senza saper guidare.

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