Tag Archives: Parigi

Uno stivale che va stretto

Un giorno, un caro amico mi disse: “Le vittime non sono mai in silenzio stampa”.

Lì per lì non capii esattamente di che stesse parlando: la vittima, per definizione, non ha possibilità di espressione nè diritto di replica. Eppure, più passa il tempo e più mi accorgo di quanta ragione avesse.

Se da un lato, infatti, i protagonisti di una qualsiasi tragedia X  passano a miglior vita, dall’altro si scoprono datori di lavoro di decine e decine di portavoce più o meno autorizzati che iniziano a spiegare, a opinare, a supporre e a trarre conclusioni di qualsiasi tipo.

È inevitabile, per esempio, che il caso della ventottenne Valeria Solesin, da quattro anni residente a Parigi, porti anche a riflessioni a riguardo dei giovani italiani all’estero. La fuga dei cervelli, le difficoltà di adattamento a contesti sociali differenti dettata dalla necessità di crescita professionale e dalla mancanza di opportunità in Patria e altro ciarpame simile riempie le pagine dei giornali -e le balle di chi all’estero ci vive.

Tutto ciò basato su un solo dogma: quello che tutti gli italiani abbiano l’irrefrenabile desiderio di nascere, vivere, studiare, lavorare e morire in Italia.

Care italiane, cari italiani: non dimenticate la storia di un Paese di santi, poeti e navigatori. Santi che non furono missionari solamente per obbedienza, poeti che non vissero lontano dai confini nazionali unicamente quando esiliati, e navigatori che non passarono la vita a navigare a vista le coste dello Stivale.

Stivale e piede, nulla più. I partigiani del piede tendono a dar la colpa allo stivale e quelli dello stivale, al piede: un dialogo tra sordi in cui i cervelli sono in fuga, quindi chi rimane è meno furbo o capace degli altri; o in cui chi resta dimostra un amor di Patria più grande di chi se ne va.

La verità è che si tratta di un errore grossolano dar la colpa al piede o allo stivale. Molto più semplicemente, nel caso in cui uno non si possa adattare all’altro, è impossibile correre – o anche soltanto camminare.

Non ci sono terroristi in Colombia

Passata la moda delle adozioni da parte di coppie omosessuali e la febbre per l’eliminatoria del Mondiale russo del 2018, il tema del momento nel Paese del caffé sono gli attentati di Parigi.

Inizia così per l’ennesima volta l’escalation di botta e risposta attraverso qualsiasi rete sociale; essendo il secondo giorno, sono cominciate le riflessioni tipo “allora i siriani sono esseri umani di serie B?”. Il peggio è che lunedì è festivo, per cui ci sarà più tempo per intasare la home di Facebook di spazzatura virtuale.

Se da un lato alcuni eventi storici non possono passare inosservati, dall’altro si tende a far leva sull’emozione della gente comune, riempiendo l’ignoranza di opinioni premasticate piuttosto che informando.

Precisiamo: dov’è la Siria, dov’è Parigi?

Non ho voglia nè tempo di scendere per strada a chiedere alla gente; la risposta m’è arrivata in anticipo alcuni giorni fa, quando un gruppo di alunni mi ha presentato, tra i monumenti della capitale francese, la Torre di Pisa.
E non si tratta di un caso isolato, nè peraltro dei peggiori studenti della scuola, anzi.

Sicuramente lascia l’amaro in bocca vedere come una nazione vessata fin dalla nascita da un’infinità di problemi interni si lasci prendere per il naso da un’industria dei mezzi di comunicazione che riesce senza grandi sforzi a distrarre il pubblico dalla sofferenza quotidiana di migliaia -non parliamo di 200- di compaesani e delle loro famiglie.

Saranno quindi i siriani esseri umani di serie B, ed i francesi di serie A?

Non credo sia davvero importante saperlo, vivendo in un Paese in cui ci sono ancora bambini che muoiono per cause legate alla malnutrizione, in cui la guerrilla ed i gruppi paramilitari lottano per il territorio e l’esercito crea falsi positivi facendo passare contadini innocenti per capi di organizzazioni criminali.

In Colombia non ci sono terroristi, magra consolazione: con amigos así, para qué tener enemigos?
Con amici di questo stampo, a che servirebbe avere nemici?