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La neve ed il sale

Quando suona la prima sveglia é ancora buio.

L’aria frizzante del mattino che entra timidamente dalla finestra aperta lascia sperare in una giornata fresca. Ma é solamente  un’illusione: é il 21 dicembre, suona la terza ed ultima sveglia, quella delle 5:15, e ben presto il termometro tornerá a segnare 30 gradi.

Caffé, uova con pomodoro e cipolla e due ore di viaggio tra Santa Marta e Barranquilla, un lunedí come tanti altri.

La Troncal del Caribe é l’unica via di comunicazione terrestre diretta tra la frontiera venezuelana di Paraguachón (La Guajira) ed il punto piú prossimo alla frontiera panameña, la cittadina di Turbo (Antioquia). Percorrendo la maggior parte della costa atlantica del paese, costeggia per una cinquantina di kilometri il mare da un lato, e le paludi della Ciénaga Grande de Santa Marta dall’altro.

Ad un tratto, una frenata brusca mi sveglia, guardo fuori.

A pochi passi dal Mercedes Sprinter, il sole si riflette sullo strato bianco di 10-15 centimetri che copre l’erba ed i bassi arbusti a bordo strada.

Per un millimetro di secondo -come direbbe il Presidente Maduro- non mi chiedo di che si tratti: per un attimo, anche se solamente per un istante, mi convinco che sia neve.

Sorrido. Nella terra del realismo magico tutto é possibile.

Ripenso alla vecchia Fiat Uno e a quella foto in cui é mezza ammantata di bianco, tanto da confondersi con il paesaggio circostante.

Mentre le saline di Pueblo Viejo si allontanano, provo a riprendere sonno.

É un altro lunedí come tanti, il 21 dicembre, “mancavano 4 giorni a Natale” (cit.)

Il lunedì festivo

Guardo il calendario di un giugno che sta per andarsene in punta di piedi, e scopro senza sorpresa che è stato un mese pieno di lunedì festivi.

Tipo oggi.

Impossibile capirne la ragione. Provo a chiedere in giro.

La risposta standard è circa questa:

-Perchè domenica era festivo, e siccome di domenica di per sè non si lavora, il lunedì si fa ponte-

Tutto molto logico, questo però non spiega il motivo per cui tre lunedì su cinque negli ultimi 30 giorni siano stati nonlavorativi (non per me, ma questa è un’altra storia). Ovvero, quali celebrazioni hanno reso la maggior parte delle domeniche di giugno diverse da tutte le altre?

Mistero più fitto, la risposta non è univoca: qualcuno dice che è la giornata mondiale del bambino, altri che semplicemente si fa festa per la Selección -incredibile, chi ha stampato i calendari a fine 2013 già sapeva che si sarebbe arrivati ai quarti-, altri ancora ipotizzano feste civili che si riferiscono ad eventi storici inesistenti nella storia colombiana.

Nessuno lo sa, e non importa granchè, a conti fatti un giorno di riposo in più non fa scomodo a nessuno. E anche se Wikipedia potrebbe aiutarmi a capire, non sarebbe divertente essere l’unico in tutto il Paese a conosce la ragione di questo o quel fine settimana lungo.

Un altro mese è trascorso, traccio una X a biro nera sul giorno 30 giugno del 2014, l’unico che mai esisterà nella storia.

Sorrido, forse ho capito.

Queste domeniche sono così speciali per il fatto che si celebra un miracolo: il miracolo di rendere festivo un lunedì qualsiasi senza che nessuno si chieda il perchè.